Un po’ per indolenza, un po’ perchè mi sono disabituata a scrivere per più di 2-3 righe (colpa di Facebook) da parecchi mesi ho abbandonato questo blog e me ne dispiace. Così, oggi mi va di rimediare al suo stato di abbandono e di obsolescenza aggiornandolo con qualche inezia di scarso interesse per la collettività, come ai vecchi tempi.
Dunque, siamo al 29 febbraio 2012: oggi scado. Fino a qualche anno fa non avrei mai immaginato di poter usare questo verbo per riferirmi a me stessa anzichè ad un alimento (che il più delle volte avrei mangiato lo stesso). Eppure eccomi qua, con l’ennesimo contratto di lavoro scaduto e con davanti a me un periodo di tempo di variabile lunghezza per:
a) riposarmi/cazzeggiare (il mio sport preferito)
b) aspettare una nuova chiamata (se mantengono le promesse)
c) inventarmi qualcosa da fare (collaborazioni gratuite NO, GRAZIE, HO GIA’ DATO)
Una vita tutt’altro che monotona, sarei l’orgoglio di nonno Monti.
E’ un periodo di umori alterni, di “facili entusiasmi e improvvisi avvilimenti”, come canta la cantantessa. E da una che si chiama Ilaria non te lo aspetteresti. A volte avverto il peso di portare questo nome (manco fossi una Tudor), non so, ho la sensazione che tutti si aspettino di vedermi sempre “ilare” e sorridente, anche quando ho la verve di Pier Luigi Bersani e il senso dell’umorismo di Maria de Filippi. Ma vabbè, in genere non ho nulla che non possa essere risolto con una bella cantata. E un’uscita con gli amici. E un’abbuffata ipercalorica di grassi saturi.
Tante belle cose, adesso “rotolo” verso sud. AL mio ritorno a Roma so già che rotolerò in senso letterale con i miei soliti 7 Kg in 7 giorni in più.
Da consumarsi preferibilmente entro…
29 febbraio 2012Quello che sto imparando
29 aprile 2011In un’epoca in cui il peggior affronto che puoi fare ad una persona è dirle “ti cancello dal mio facebook”, sto imparando a convivere con le tante assurdità che ci circondano.
Sto imparando a diffidare dei “potenti” sempre e comunque perchè, come nei cartoni animati, sono tutti opportunisti, aridi e irrimediabilmente depravati. Sebbene il mio substrato cristiano-cattolico/buonista mi porti sempre a pensare che un giorno potrebbero redimersi e trasformarsi in ‘figli dell’ammore etterno’, l’altro substrato più ideologicamente connotato mi suggerisce di continuare a diffidare… che è meglio.
Sto imparando a rifiutare fermamente tutte quelle “offertone” di lavoro che a fronte di un tuo impegno totale offrono non denaro ma tanta, tanta, tanta esperienza da spiattellare in Times New Roman carattere 12 sul curriculum. Disoccupati sì ma fessi no.
Sto imparando a non far spegnere lo scooter ad ogni semaforo rosso, anche se questo vuol dire sembrare la coatta di turno che prova gusto nel dare gas e far rombare il motore di fronte agli altri automobilisti.
Sto imparando a controllare la mia emotività e a dire ‘basta’ quando serve, quando è necessario.
Sto imparando a mettermi in salvo per non essere travolta dalla mandria di Tatanka impazziti che salgono sul vagone metro alla Stazione Termini.
Sto imparando tutto su tasse, previdenza e burocrazia, argomenti non proprio in linea con i miei interessi che sarebbero “sesso, droga e rock ‘n’roll” ma declinati nella variante più specifica “cibo, web e musica”.
Sto imparando a scansare la banalità, ad essere meno critica con me stessa e a dare il giusto peso alle dimensioni del mio naso.
Naturalmente ognuno manifesta come meglio crede la propria liberta d’espressione ma sappiate che ho imparato a nascondere dalla home di Facebook tutto ciò che a mio gusto è deprimente, banale o eccessivamente smielato. In pratica i link su Fabio Volo o gli aforismi di personaggi delle più disparate epoche storiche, seguite da commenti del tenore di “già”, “sì è vero”, “sagge parole”. E so che questa è pratica consolidata per molti.
Ah, ho anche imparato a rispondermi da sola: “e sti cazzi, nun ce li metti?” per tutte le cose, inutili ai più, dette in questo post!
Pace e bene a tutti, sempre.
Sul lavoro
22 marzo 2010Questo periodo di relativo “silenzio” sul blog non vi porti a pensare che sia tanto indaffarata da non aver più tempo di scrivere. E’ che, come sempre, sono presa dalla mia attività ‘preferita’ di questi ultimi anni, quella di cercare un LAVORO.
Nota bene: per LAVORO intendo quell’attività manuale o intellettuale svolta dalle persone fisiche per realizzare beni o servizi, e per la quale è previsto un ADEGUATO COMPENSO. Mi piace precisarla, questa cosa del compenso, perchè ormai la tendenza delle aziende (ma anche degli enti pubblici) è quella di ammiccare al mondo del ‘volontariato’: in sostanza cercano persone che amino profondamente il proprio lavoro, che lo sappiano fare anche bene e che non esigano retribuzione. Meglio se automuniti. Leggi il seguito di questo post »
Sanremo 2010? Aridatece la Squadra Italia
5 marzo 2010Mi si chiede un’opinione su Sanremo 2010. Premesso che nessuno – ad eccezione del “mio più caro mio mi’ amico” americano – aveva sentito la mancanza del mio parere annuale sul Festival… proverò a formulare qualche giudizio facendo uno sforzo mnemonico, perché molti dettagli trash li ho volontariamente rimossi non appena spenta la tv.
Caro amico mio, che vivi a San Diego e non guardi la tv italiana… ti ricordi, forse, di Antonella Clerici, quella della Prova del cuoco e delle tagliatelle di nonna Pina? Prima di condurre il Festival deve averne mangiate a pentolate, tant’è vero che per avvolgere le sue curve generose i costumisti hanno pensato bene di vestirla ogni sera da Platinette. Ma ben venga una volta tanto in tv una donna in carne, al posto delle solite squinzie pelle ed ossa, dico io… Leggi il seguito di questo post »
Un signore distinto
1 marzo 2010“Signorina, hey, mi scusi, posso farle una domanda?”
“Si”
“E’ single?”
“No.”
“Ah, peccato perchè io sì”.
E si allontanò a passo di giaguaro perdendosi tra la folla.
Il buono pasto
5 febbraio 2010Mi sento realizzata. E non tanto perché finalmente ho un contratto di lavoro (che definire ‘precario’ è un eufemismo) ma perché possiedo per la prima volta nella mia ‘giovine’ vita alcuni buoni – pasto.
Oggi li tenevo saldamente in mano. Possedere questo mazzetto di pezzi di carta che valgono come soldi mi ha riportato indietro nel tempo, a quando giocavo a Monopoli e provavo soddisfazione capitalizzando e investendo sul mercato immobiliare grazie a dei foglietti colorati. La differenza è che ora non compro costosi palazzi lungo Parco della Vittoria ma del buon cibo. Mi sono spostata sulla ristorazione, diciamo. Leggi il seguito di questo post »
Panda e pandisti tra mito e realtà: le vecchie “Pande”
16 dicembre 2009
*dedicato ad una panda che conosco bene
Credo che un buon 90% degli italiani almeno UNA volta nella vita abbia avuto a che fare con una PANDA: dei genitori, propria, degli amici, poco importa. C’ hai avuto a che fare con la panda. E tanto basta.
Capientissimo nelle sue varie serie speciali (“Young”, “Sisley”, “Dance”, “4×4 Trekking” e il famigerato “Fire” per dirne alcune), l’accattivante bolide cittadino simbolo degli anni ’80 e ’90 ha fatto sentire invincibili generazioni di uomini: quante conquiste a bordo della Panda…
… tu diciottenne, fresco di patente, con il cappellino dei New York Yankees, sfrecciavi per le strade di Reggio Calabria, e rallentavi non appena adocchiavi una tipa interessante… ti accostavi, alzavi al massimo il volume della tua autoradio AUDIOLA, e iniziavi il romantico corteggiamento sulle note di SCATMAN’S WORLD, ovviamente con i bassi a palla… Leggi il seguito di questo post »
Allettata
5 novembre 2009Sto così.
Erano almeno 5 anni, dico 5 anni, che non stramazzavo a letto con febbre alta, dolori sparsi e bronchite. E diciamoci la verità, ormai mi sentivo invincibile.
Dopo tutto questo tempo trascorso in relativa “salute” ero convinta che a governare egregiamente le mie difese immunitarie ci fosse come minimo Dart Fener con tanto di spada laser.
Stavolta Dart ha fallito, ha sottovalutato la potenza dell’influenza A o di che cavolo si tratti. E che non si dia la colpa a me, che per arroganza non ho seguito alla lettera le regole di Topo Gigio (da che pulpito viene la predica, da un topo!)… io le mani le lavo sempre per abitudine. Ma per vari motivi (leggasi: “esigenza di avere una vita sociale”) ho frequentato posti affollati e soprattutto ho preso i mezzi pubblici, veicoli prediletti non solo da lavoratori, studenti e anziani ma anche da dio solo sa quanti streptococchi. Quindi, mettiamola così, Dart Fener ha abbassato la guardia mentre stavo sul 95 direzione Flaminio e il virus si è introdotto nel mio organismo aggredendolo senza alcuna pietà. Leggi il seguito di questo post »