Eppure non riuscirei a fare a meno di almeno una settimana immersa nel clima vacanziero del sud, quello tipicamente “calabrese”.
Non fraintendetemi: mi piace tantissimo trascorrere una bella vacanza all’estero, o in qualsiasi zona d’Italia, purchè ci sia un bel mare… ma l’estate non è estate senza “la passeggiata in via marina”, la brioche stracolma di gelato della solita gelateria stracolma di gente, lo strascichio delle tappinelle infradito sul breccio…
E qui apriamo un excursus doveroso sulla storia delle calzature estive.
Che fine hanno fatto gli zoccoli di legno??? Quelli che TUTTI possedevano e che probabilmente hanno reso stramilionario il loro inventore, un tale Dottor Scholl, che di certo non camminava in zoccoli tutto l’anno, come invece si usava qui da noi??? Qui da noi (lo ricordo, mi trovo al momento nell’estremo sud Italia – a Reggio Calabria -) fino a circa 10 anni fa, prima del ritorno delle infadito, vigeva la dittatura degli zoccoli e delle espadrillas.
Allo scoccare della 00:00 del Primo Maggio il popolo reggino spalancava le proprie scarpiere e rispolverava gli zoccoli in tutta la loro “usuratezza”: quelli dell’anno prima, ovvio (si narra anche di gente che ha usato lo stesso paio di zoccoli per più di 5 anni, camminando fieramente su 2 ostie, tanto erano consumati). Era fantastico passeggiare strascicandoli e sentire quel rumore di legno e gomma consumata… eri rintracciabile a distanza di chilometri con gli zoccoli Dott. Scholl.
E le espadrillas!! Che bei ricordi, ce le avevo di tutti i colori: dal “rosso” ragù al “rosè” casa di Barbie… e le abbinavo indistintamente ai bermuda come alle gonnelline di tulle. Che tamarra.
Il ritorno in auge delle infradito (che ricordo, si usavano anche negli anni ’80) ha scalzato (mai termine fu più adatto) le calzature di cui sopra dal podio delle preferite dai reggini. Ma così tanto che anche nei negozi è diventato impossibile trovare un paio di scarpe che non abbiano quel filo interdentale che si frappone tra il tuo alluce dolente e l’indice, creando l’effetto zampa di gallina (non le classiche rughette, è che proprio ti scindono il piede in due). Bha.