Sto seriamente prendendo in considerazione la possibilità di cantare e suonare sui mezzi pubblici. In fondo, da quel che ho visto (e sentito!), la concorrenza non è di altissimo livello. E si guadagna discretamente, sicuramente di più di quanto guadagno ora.
Sul tram 2 c’è spesso un uomo straniero (non sono riuscita a capire di dove sia) che suona con la chitarra classica ritmi improbabili e canta, storpiandolo, sempre il seguente repertorio:
- Nel blu dipinto di blu (“Volàrrei, oh-oh, cantàrreiii, uò-uò-uò-uòòò…”)
- Roma nun fa la stupida stasera (” Roma nun fa la stupìda stasèrrrrraaaa, dalie na mana a falle di de yeeea”)
- Che sarà (” Paise mio che stai su la colinaaaa…”)
Sul tram 8, so da fonti certe – ma mi pare di averla vista da qualche altra parte – che c’è la rumena con la fisarmonica. Non so che tipo di repertorio suoni, ma sembra che le sue canzoni inizino tutte con un lamentoso “Dragosteaaaa, Dragosteaaaa..”.
Sempre sul tram, il bambino con la pianola che mette le basi registrate e fa finta di suonare. Il suo cavallo di battaglia è la struggente colonna sonora di Love Story. Come non donargli 1 euro.
Poi ci sono i violinisti indiani che però preferiscono esibirsi sull’autobus con sviolinate che ricordano i canti delle balene (la povera Milly ne sa qualcosa). Regalano forti emozioni ai passeggeri.
La migliore però a mio avviso è la zingara della metro A: chiatarra acustica elettrificata, amplificatore da 50 watt mobile con rotelle e microfono Shure SM 58. Canta “My heart will go on”, un’ever green.
Una grande.
Sarà il mio modello.