Da qualche settimana ho ricominciato a produrre ottime sceneggiature per cortometraggi, fiction, film o gag d’ avanspettacolo. In poche parole, ho ricominciato a fare sogni strani e tendenzialmente arzigogolati che ben si prestano ad essere trasposti filmicamente o teatralmente. Ecco l’ultimo:
Location: un’immensa nave da crociera
Protagonisti: io e Andrea DL
La trama:
I due baldi protagonisti si trovano a passeggiare, disinvolti e un po’ brilli, tra i saloni lussuosi di una fantastica nave da crociera. Io indosso un vestito da sera nero, a sirena lungo, decoltè in vista (“quale decoltè” penserete voi… bhe, ricordatevi che è un sogno!); cammino con andamento da panterona sui miei tacchi a spillo, sucitando l’invidia delle altre donne per la mia acconciatura alla Gina Lollobrigida. Andrea è in frack. A un uomo basta poco per essere a posto.
Passeggiando da una parte all’altra della nave arriviamo in un salone pieno di tappeti persiani e lì riteniamo giusto stenderci a terra e iniziare ad attraversarlo trascinandoci sui gomiti come soldati. Giunti di fronte ad una maestosa porta di legno non resistiamo alla tentazione di aprirla: ci troviamo di fronte ad una commissione d’esame. C’è una grande scrivania attorno alla quale vediamo seduti 5 o 6 canuti professori. Andrea, senza pensarci troppo, (e sempre strisciando per terra), si mette in lista per sostenere l’esame di dottorato.
Non chiedetemi perchè si teneva su una crociera, nè in cosa intendesse “dottorarsi”, nè che ruolo ha avuto l’alcool in questa sua avventata decisione. Io sostengo il mio amico e lo incoraggio a provare. Da quel momento l’ansia inizia a crescere, mi sento come dovessi fare l’esame io ma nel contempo cerco di essere tranquilla agli occhi del povero Andrea, in frack e ciucco davanti a una commissione di cervelloni.
Neanche a dirlo, il nostro eroe supera l’esame “brillantemente” (forse perchè era brillo… pessima, eh?).
Insomma, Andrea in frack sulla crociera consegue direttamente il dottorato (gli fanno saltare i 3 anni di ricerca), ritira la pergamena e insieme usciamo festanti dalla sala… sempre strisciando sui gomiti, ovviamente.