Wake up and smell the coffee

La lunga mattinata di una rincoglionita.

ore 6: Suona la sveglia. Come nel più classico dei casi, la spengo…”altri 5 minuti”… mi rannicchio su un fianco e ricado in un sonno profondo.
ore 6.32: Apro gli occhi e visualizzo lo radiosveglia: “cacchio ho dormito troppo”! Mi alzo di scatto e perdo altri 10 minuti cercando il mio infradito di Hello Kitty, l’altro ce l’ho già al piede. Rimando a dopo il caffè la decisione su cosa mettermi.
ore 6:42: Con una ciabatta si e l’altra no raggiungo la cucina, la caffettiera è già pronta, devo solo accendere il gas. Lo accendo e vado a espletare i miei bisogni fisiologici tentando di rimandare il più possibile il momento in cui dovrò guardarmi allo specchio.
ore 6:47: Mi lavo la faccia, mi guardo allo specchio, do il buongiorno al nuovo brufolo che ho in fronte e mi trucco velocissimamente; esco dal bagno che sembro Amy Winehouse.
ore 6:50: Ma….. non avevo messo la macchinetta sul fuoco?? cazz… (prime imprecazioni mattutine).
ore 6:51: Verso il caffè bruciato nella tazzina, che dà quel gusto in più alla mattinata; e per farlo prendo la caffettiera…ma non dal manico. Ustione di secondo grado, caffè che inonda il piano cottura e relativa invettiva ai danni del signor Bialetti (che poveretto non c’entra nulla con la mia rincoglionitaggine mattutina.)
ore 6:52: Scrivo un biglietto di scuse a Valeria, oggi non troverà il caffè pronto e, a dirla tutta, non troverà proprio il caffè. Era l’ultima confezione.
ore 6:54: Apro l’armadio con inquietudine… “Che mi metto?!”…mumble mumble..(faccio finta di pensarci su in raltà ascolto l’oroscopo del Tg5) e i minuti passano (la mattina i minuti volano incredibilmente)…

ore 7:10: ‘Travaso’ di portafogli e effetti personali da una borsa bianca a una borsa verde, operazione delicatissima.
ore 7.13: Esco di casa… mi aspettano 500 m di camminata veloce fino al tram ma questo non può che giovare alla guerra contro il mio nuovo nemico, la cellulite. Per fortuna ho anche la musica che mi dà la carica. Play: Dho! Tiziano Ferro noo!
ore 7.25: arrivo in una piazza e aspetto l’altro autobus. Ritrovo i miei ‘amiconi’ quotidiani, le facce che per tutto l’inverno ho visto a quella fermata, alla stessa ora, con il gelo e con la pioggia. C’è il gruppetto che aspetta il pulman Telecom, variegato e rumoroso; mi ricorda tanto il gruppo di colleghi dell’ufficio sinistri di Fantozzi, quando va in gita. Poi c’è una signora elegantissima e laccatissima e una coppia che mi scansa perchè lei pensa che io guardi il suo lui e se lo tiene stretto (‘non sia mai sta nera nasona ci prova e lui ci casca’). Lui tra l’altro non lo vorrei nemmeno come batacchio della porta di casa, tanto è insulso…comunque,  salgo sull’autobus e godo al pensiero del momento in cui lei soffre di più: quando ci vede scendere alla stessa fermata, mentre lei deve rimanere sull’autobus…
ore 7.40: Arrivo a lavoro in ritardo, ma sfoggio un sorriso a 32 denti e ottengo il perdono da chi sta già sgobbando da 20 minuti, il quale alle

ore 10.30 puntuale, mi porta una tartina alla frutta che divoro in mezzo secondo.

Alle 11, dopo aver girato per gli uffici, preso il caffè coi colleghi e distribuito fotocopie a destra e a manca, mi accorgo di avere una macchia di inchiostro sul naso.
Una rincoglionita truccata da Amy Winehouse truccata da Topolino.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.