*dedicato ad una panda che conosco bene
Credo che un buon 90% degli italiani almeno UNA volta nella vita abbia avuto a che fare con una PANDA: dei genitori, propria, degli amici, poco importa. C’ hai avuto a che fare con la panda. E tanto basta.
Capientissimo nelle sue varie serie speciali (“Young”, “Sisley”, “Dance”, “4×4 Trekking” e il famigerato “Fire” per dirne alcune), l’accattivante bolide cittadino simbolo degli anni ’80 e ’90 ha fatto sentire invincibili generazioni di uomini: quante conquiste a bordo della Panda…
… tu diciottenne, fresco di patente, con il cappellino dei New York Yankees, sfrecciavi per le strade di Reggio Calabria, e rallentavi non appena adocchiavi una tipa interessante… ti accostavi, alzavi al massimo il volume della tua autoradio AUDIOLA, e iniziavi il romantico corteggiamento sulle note di SCATMAN’S WORLD, ovviamente con i bassi a palla…
Senza dubbio ciò di cui i pandisti continuano a vantarsi – nel confronto con le modaiole utilitarie del nuovo millennio – sono gli spartani sedili a sdraio, che hanno offerto e continuano ad offrire agli afecionàdos ampie possibilità di configurazione per gli USI PIU’ DISPARATI…
E che dire della sua maneggevolezza… avete mai provato a sterzare all’improvviso per svoltare o a fare una manovra per parcheggiare, con la Panda??? La sensazione, almeno per chi non è abituato a guidarla, ma soprattutto per le donne, è di portare un AUTOTRENO, UN TRATTORE CON RIMORCHIO. Per questo motivo, il pandista arriva sempre sudato agli appuntamenti.
Tuttavia, malgrado braccia che giacciono abbandonate lungo i fianchi, occhi piccoli, sguardo vuoto e rassegnato, labbra ancora strette in una smorfia di dolore, il pandista raggiunge i propri amici fiero di aver potuto parcheggiare dove mai nessuno avrebbe osato: tra i cassonetti della spazzatura.
Personalmente, ho visto “Pande” che voi umani non potete neanche immaginare: ho visto Pande accendersi e partire senza bisogno di inserirvi una chiave; ho visto Pande con colate di cemento sul parabrezza, a raffigurare un dragone giapponese;
ho visto Pande con la sabbia di Miami Beach sui tappetini o in certi periodi, con il sottobosco dell’Aspromonte, animaletti annessi. Ho visto Pande inghiottire oggetti, mai più rinvenuti; Pande con finestrini che, nell’abbassarsi, producono un fischio tale da far volare via stormi di passeri impauriti, convinti dell’arrivo del falco predatore…
ho visto gente procurarsi profonde lacerazioni cutanee nel tentativo di allacciarsi la cintura di sicurezza.. Ho visto cappellini di lana inseriti al posto dell’orologio del cruscotto, per bloccare il flusso d’aria gelida proveniente dall’esterno. Ho visto Pande che – anche senza avere antifurto – non venivano rubate perché troppo troppo troppo vecchie…
Ed ora, una serie di domande a cui tutti vorremmo trovare risposta, venute a galla durante la prima riunione dell’APA, Associazione Pandisti Anonimi, presieduta da Adele e me:
la tendenza del reggino medio a guidare sdraiato e allungato nella sua Panda, giustifica la lontananza abnorme dei pedali???
Perché parte la ventola anche se hai acceso il motore da 5 minuti e stai ancora uscendo dal parcheggio?
Perché se si decide di guidare col sedile dritto è facile che ci si ritrovi col cranio proiettato a 2 cm dal parabrezza, rendendo vano l’uso della cintura di sicurezza?
Perché se ingrassi anche solo di 1 Kg la Panda se ne accorge e la cintura di sicurezza tenta di avvilupparti soffocandoti???
Perché LEI è speciale in fin dei conti. Perché puoi farci un frontale e non la graffi nemmeno… lei è pura carrozzeria ricavata dai carri armati della seconda guerra mondiale. Perché ha quel bel motore grintoso che se stai in doccia con la radio ad altissimo volume cantando a squarciagola un pezzo degli AC/DC e casualmente passa da lì un pandista fiero… LO SENTI.
5 marzo 2010 alle 10:09 |
Parte la ventola perchè la panda era raffreddata ad aria
aggiungo che il grande Ierinò degnissimo possessore di esemplare di PANDA ci portò da ferdinandea a monasterace senza accenderla usando solo la gravità e i freni…ah e non dimentichiamoci della PANDA di Giorgio fiera dei suoi 140000 km di vita…